19 novembre 2006

Civiltà dell'immondizia 2

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Devo sottolineare un risultato importante che si è avuto oggi con San Severo in piazza: per la prima volta un’idea partita da Asse, quella di regalare dei lombrichi a chi si vuole impegnare ad allevarli (v. “Civiltà dell’immondizia: quale soluzione?”), è stata sviluppata da un altro sanseverese che propone come la realizzerebbe.
Questo blog è nato proprio –e solo- per realizzare idee pratiche, senza perderci in chiacchiere. Fin dall’inizio ho perseguito questo scopo: arrivare al punto in cui le iniziative sarebbero andate avanti “da sole”.
Sono d’accordo con “mi faccio vivo io” di lanciare un appello per reclutare le persone interessate all’iniziativa. Se sono timide e non si offrono spontaneamente potremo organizzare un evento o comunque impegnarci a contattare le organizzazioni più sensibili al tema.
Comunque per chi si vuole offrire volontario lasciasse i dati per contattarlo.

Continuano ad arrivare commenti sul degrado di San Severo e anche del tipo “Stavamo meglio prima…”.

Ho una certa repulsione a parlare di cose non misurabili o dimostrabili.
Io non so se stavamo meglio con la passata amministrazione o se stavano meglio i nostri genitori o se è vero che continuando così i nostri figli hanno davanti un futuro nero.
Le cose non sono proprio così nette da dividere e anche quanto si possono misurare o tradurre in numeri i nostri cari politici si incaricano di far leggere quei numeri da punti di vista opposti. Figuriamoci quando una affermazione si basa solo su impressioni.
Per di più impressioni che affondano nel passato, quindi su cose non più valutabili. Probabilmente chi critica dovrebbe essere condannato: tu critichi la polizia = condannato a fare il poliziotto per un mese; critichi i giudici -> farai il giudice per un anno.
C’è finanche chi critica il Padreterno: Signore, perché non gli fai prendere per un po’ il Tuo posto, vediamo se ci riesce lui a mettere d’accordo qualche miliardo di teste polemiche e lamentose.

12 novembre 2006

Assaggi di SanSevero:le notizie sul mercato irlandese ravvivano il dibattito

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Oggi leggo due importanti commenti: uno è dell’agente in Irlanda e l’altro di un piccolo-medio imprenditore arrabbiato.
Ringrazio entrambi, comunque voglio cominciare da una e-mail privata che mi ha mandato il rappresentante di Assaggi, da Dublino, che riassumo:
“La situazione per i vini italiani è critica.
Qui sono presenti quasi dappertutto i vini californiani, australiani, sudafricani e argentini.
I californiani spesso si trovano in offerta.
Vini italiani e francesi vengono visti come prodotti cari e confinati (forse) in negozi specializzati. Domande più approfondite rivelano che gli irlandesi non ne capiscono molto di vino”.
Direi che un simile mercato è difficile: occorrerebbero massicci investimenti in advertising per informare sui vini italiani e…affinare i gusti. O perlomeno usare le stesse armi (leggi prezzi) della concorrenza. Lo possiamo fare?

Vengo a rispondere a Francesco.
Hai ragione su tutto e chiedo scusa: ho già detto che l’Agente, proveniente da Cesena, si è dovuto fermare a San Severo pochi giorni e non abbiamo potuto vedere tutti.
Ti sento già ribattere: allora potevate cominciare dai piccoli e poi, se rimaneva tempo, andavate dai grandi. È giusto per chi si è dichiarato vostro paladino.
Eppure io penso che ugualmente noi abbiamo lavorato anche per voi.
Fa fede la e-mail che ho appena riportato: se vogliamo presentarci alla fiera dobbiamo costruirci un certo potere contrattuale.
Per penetrare in un mercato che finora si presenta ostile.
Spero ancora nella tua adesione: non ci abbandonare e non ti abbandoneremo.

Stiamo ricevendo un po’ di materiale da aziende piccole e medie, ma è in gran parte inutilizzabile. Le notizie indispensabili sono: il nome della ditta e/o del proprietario e la ragione sociale; il listino completo con i prezzi al dettaglio (se avete un depliant fatecelo sapere); se siete disposti a spedire una campionatura in Irlanda; se sareste disposti ad entrare in un eventuale consorzio.

09 novembre 2006

Finto successo di Assaggi di San Severo

Nonostante l’agente di Assaggi di San Severo abbia avuto il mandato di rappresentanza da alcune fra le maggiori aziende di San Severo io non ritengo che le cose si stiano mettendo bene. Avere il mandato per vendere non impegna più di tanto le parti in causa.

L’Azienda dice “Se ci riesce tanto meglio per noi e per lui, se non ci riesce non abbiamo perso niente”.
Quello che più colpisce è la presa di distanza di tutte le ditte dall’ipotesi di unirsi in un consorzio: tutti ci hanno consigliato di lasciar perdere perché ci sono stati tanti tentativi e non sono approdati mai a niente.
“Perdete tempo e ci volete far perdere tempo. Se vi riesce di vendere i prodotti di San Severo fate una bella società di commercializzazione e noi saremo contenti di affidarvi i nostri prodotti”.
Penso che questa strada sarebbe comunque più facile, più collaudata e con meno incognite. E risponderebbe meglio alla cultura dell’imprenditore di San Severo: se tutti si guardano in cagnesco e si vedono solo come concorrenti, è pazzesco remare controcorrente.

Ciononostante io resto dell’idea che un consorzio fra tutte le aziende di San Severo offre molto di più.
Credo che le cantine sono abituate a vedersi solo come concorrenti perché in una logica a corto raggio, cioè in mercati ristretti, bisogna fare a gara per togliere il cliente all’altro.
Ma lo stesso vale anche in un ottica di mercato globale? O se lo scenario si allarga cambiano le regole?
Io non riuscirò mai a dimostrare che se vogliamo andare a vendere in Irlanda o in Cina diventa strategico il potere contrattuale. E una cosa è uno che si presenta a nome di una azienda che fattura poche centinaia di migliaia di euro e tutt’altra è presentarsi per un consorzio che fattura milioni.

Potrei aggiungere tanti altri vantaggi, dalle economie di scala per la logistica e le promozioni, alle possibili strategie di marketing fino ad arrivare ai maggiori finanziamenti pubblici per iniziative di distretto.
Senza toccare le corde emotive -la triste situazione che vive San Severo e l’Italia e che se non ci svegliamo siamo destinati ad una rapida decadenza-.


Allora voglio concludere come è nello stile di SanSeveroinPiazza con una proposta: certo non possiamo fare i Donchisciotte della situazione e combattere contro una cultura radicata e dominante. E d’altra parte stando così le cose a noi conviene andare verso una società di commercializzazione e non verso il consorzio.
Noi per adesso continuiamo nel nostro programma, quindi stiamo per aprire il sito internet di Assaggi e il locale in Centro. E ci prendiamo un anno sabbatico di riflessione durante il quale cominciamo la collaborazione. Se si raggiungono certi obbiettivi di vendita allora riproporremo il discorso del consorzio fra un anno.

(Resta valido l’appello a tutte le ditte di San Severo a contattarci entro novembre in quanto l’agente di Assaggi sarà in Irlanda fino a fine mese).

08 novembre 2006

Grande successo dell’iniziativa Assaggi di San Severo!

Sono il curatore di Assaggi di San Severo.
Per chi non ha seguito le puntate precedenti riassumo: Assaggi è una proposta portata avanti dall’Asse (Alleanze Strategiche e Sinergie Espansive, praticamente una incubatrice di idee). Io sono stato incaricato dall’Asse di cominciare le consultazioni fra i soggetti interessati (tutte le aziende di San Severo) per realizzare il progetto.

Abbiamo individuato un mercato nel quale i prodotti di San Severo sono poco o nulla presenti e, contemporaneamente, abbia una certa ricettività per il “nostro” segmento merceologico (soprattutto vino). Fra alcune opzioni abbiamo deciso per la Repubblica d’Irlanda.

Ieri è partito l’agente di Assaggi con un mandato innanzitutto esplorativo e, in subordine, può anche vendere i prodotti delle ditte che hanno aderito (cito a memoria, quindi non si offenda nessuno per l’ordine: Cantine Teanum, l’Antica Cantina, Terre Federiciane, d’Araprì, Torretta Zamarra; potrei aggiungere Tenuta Coppadoro, ma purtroppo il contatto con alcuni dirigenti non è stato “perfezionato” dall’accordo con l’Amministratore in quanto momentaneamente assente).

Abbiamo avuto tempi molto ristretti: l’agente, proveniente da Cesena, si è fermato pochi giorni a San Severo. Non ci è stato possibile contattare neanche alcune ditte con cui già avevo parlato personalmente e si erano dette d’accordo ad aderire.
Ma nulla di perso. L’agente starà in Irlanda per tutto il mese di novembre per cui chi è interessato può contattarci tramite questo blog (e non intendo solo ditte di vini).

Appena ho tempo stilerò una relazione su tutte le problematiche venute fuori in questa prima tornata di contatti. Voglio solo anticipare che quel “grande successo dell’iniziativa Assaggi di …” è falso (l’ho scritto io, ma è solo un urlo…per attirare l’attenzione). In realtà è un finto successo e vi dirò il perché prossimamente.


05 novembre 2006

Regola di SanSeveroinPiazza

X Edison (e tutti) da Asse

Grazie per l’interessante commento.

Proprio in questi giorni stanno arrivando molte osservazioni sul degrado di San Severo, specialmente riguardo il traffico.
Vorrei ricordare a tutti che la regola generale di questo blog è: mai polemiche o lagne se non segue una proposta concreta.
Anche per dargli una ragione di esistere, perché di blog dove postare solo proteste e polemiche su San Severo ce ne sono tanti, direi troppi. Per questo noi cancelliamo sempre i tanti commenti contenenti solo lamentele.
La logica è: se tu sapresti fare di meglio dimostralo con una proposta valida.
Come potete vedere nel blog di proposte all’amministrazione comunale ce ne sono (forse sono quelle più frequenti).
Addirittura a volte partono per l’amministrazione e poi qualcuno propone di muoverci in piena indipendenza per non perdere tempo.
Vedi la proposta del sanseverese che ha un allevamento di lombrichi che vuole dare all’amministrazione se questa mette a disposizione un terreno; il commento successivo dice che è disposto ad investirci sopra, cioè se non si muovono i politici –che comunque anche quando si muovono sono tempi molto lunghi- si muovono i cittadini.
Io proporrei ai cittadini di San Severo che quando possiamo fare a meno evitiamo di coinvolgere l’amministrazione. Impariamo a fare da soli, ci conviene: rivolgersi all’amministrazione, spesso, è una maniera per non fare niente. E questo lo dico nella convinzione che se poi il politico ha un minimo di “istinto di sopravvivenza” dovrebbe essere sufficientemente intelligente da sposare le cause giuste.

Un altro concetto mi sembra importante: anche quanto il politico è “interessato” a portare avanti certi progetti per tornaconto o per accontentare amici e supporter, non può ignorare le iniziative dei cittadini.
Ad es. su questo blog c’è una (a mio parere) interessantissima proposta di fare il “parco dei quartieri”.
È chiaro che dove ci sono interessi per un milione di euro (per ora, ma sono cifre destinate a lievitare, anche perché dopo la realizzazione segue la gestione) i politici vogliono gestire in piena autonomia la cosa.
Infatti abbiamo assistito alla solita scena che ogni amministrazione ha presentato progetti diversi, ignorando e, spesso, peggiorando i progetti precedenti (con notevole spreco di denaro pubblico).
Il cittadino a questo punto sospetta che sono sempre giochi per accontentare la propria fazione.
Per il parco i giochi sono già conclusi. Quindi non avrebbe nessun senso fare proposte che si sa che non possono essere attuate.
Eppure Sanseveroinpiazza la proposta l’ha pubblicata lo stesso.
Saremo degli ingenui ma noi continuiamo a pensare che se la proposta viene supportata (fattivamente: "noi ci stiamo lavorando e abbiamo prodotto...") da una larga rappresentanza cittadina, ai politici (sempre se hanno il famoso istinto di sopravvivenza) conviene rivedere il progetto. Anche se è in avanzato stato di realizzazione (in questo caso la lentezze dei politici e della burocrazia potrebbe giocare a nostro favore).

Come dire: se chiediamo ai politici di fare il loro dovere, noi facciamo il nostro dovere di cittadini.
Cioè sempre parlando da povero ingenuo illuso: se la cittadinanza si mostra attenta, partecipe, cosciente e matura allora i politici devono rispondere con altrettante professionalità politica.
Se noi riusciamo a mandare il messaggio “noi cittadini siamo ad un grado di coscienza sociale da riuscire a privilegiare l’interesse della città rispetto al personale” i politici non possono continuare a rispondere privilegiando interessi di gruppi o di famiglie.
Ma tutto deve essere supportato da fatti e prove, non come tanti personaggi e gruppi di San Severo, sempre pronti a polemizzare e mai a fare (non sarà che le polemiche e le proteste sono direttamente proporzionali al senso di impotenza? Io, anche con l'esperienza che sto vivendo con questo blog, non mi sento impotente: se ci organizziamo noi siamo potenti e possiamo...)

(mi scuso per la lunghezza del post ma oggi non ho tempo per rivederlo)

01 novembre 2006

Sanseveroinpiazza cerca collaboratori

Visto il successo di questo blog (molte proposte, molti commenti e finanche una recensione su La Gazzetta del Mezzogiorno) vorremmo aprire nuove rubriche, per arrivare realmente all'obbiettivo che ci siamo posti, cioè conoscere e risolvere i problemi di San Severo.
A questo punto vogliamo dividere il blog in microaree.
Chiunque può proporre una sua microarea (come commento a questo post). Esempi di microaree: la scuola media Palmieri, il Liceo Scientifico, il quartiere del Rosario, la parrocchia della Libera, la comunità di Eirene, i braccianti agricoli... e chi più ne ha.
Chi la propone ne sarà anche il curatore.
Anche per le microaree resta fondamentale la regola enunciata sotto il nome del blog.

27 ottobre 2006

Importanti novità per "Assaggi di San Severo"


(leggere prima: "Salviamo le piccole e medie imprese per salvare San Severo")
Attenzione: importanti novità per tutti coloro che sono interessati al consorzio "Assaggi di San Severo": dal 7 Novembre l'export area manager di Assaggi sarà nella Repubblica d'Irlanda per una serie di colloqui con imprese commerciali e con la grande distribuzione locale. Tutti gli imprenditori che sono interessati ad esportare in Irlanda ci contattino al più presto!
Abbiamo ricevuto fra i commenti questa annotazione dell'E.A.M. che volentieri pubblichiamo
Prima di partire vorrei esporre dei problemi agli imprenditori di San Severo che hanno intenzione di entrare nel consorzio.
Abbiamo scelto l'Irlanda come primo target per l'esportazione dei prodotti di San Severo perchè è un Paese che negli ultimi anni ha visto crescere molto il tenore e la qualità di vita e si è aperto ai prodotti di qualità esteri.
Tanto che attualmente la Repubblica d'Irlanda ha un reddito pro-capite superiore a quello dell'Irlanda del Nord.
Vendere i prodotti di San Severo in Irlanda non è cosa facile.
Quando si vende in un Paese straniero chi deve comprare vuole conoscere il più possibile del prodotto che gli viene proposto.
Nel caso di prodotti agroalimentari teoricamente basterebbe assaggiare.
In pratica l'assaggio è del tutto inutile perchè chi acquista non ha idea dei gusti del consumatore finale.
Eppoi l'agroalimentare -e specialmente il vino- è come un quadro: non solo può piacere o non piacere, ma se un grande critico ha detto che è bello, allora quel quadro è bello.
In tal senso il compratore più che comprare un prodotto compra un concetto, un'idea, la fama che ha quel prodotto.
In termini pratici se si presenta in Irlanda un rappresentante del consorzio francese per lo champagne è chiaro che mette in campo un potere contrattuale dato da successi mondiali e fama costruita nei secoli.
La situazione di San Severo -inteso come prodotto da esportare- non è paragonabile neanche lontanamente a distretti più conosciuti.
Addirittura mi potrei spingere a dire che se gli irlandesi hanno qualche conoscenza di San Severo e dei suoi prodotti probabilmente non è positivo.
Quindi all'estero si incontrano due poteri contrattuali "virtuali" e "vince" chi ne ha di più.
Non chi sa barare meglio: oggi informarsi è facile, basta fare una ricerca in Internet e, se la sai fare, ti fai un'idea attendibile di cosa rappresenta il tuo interlocutore.
Allora conterà molto anche un certo sostegno che mi darete voi da San Severo: se arrivo alle contrattazioni con un pacchetto di proposte ampio e soddisfacente ho più probabilità di spuntare buoni contratti.
Presentarmi a nome di un Consorzio che rappresenta i prodotti di San Severo dà una certa idea di compattezza e quindi di forza: può essere un buon inizio per una strategia premiante nel tempo.
Non voglio dire che dovremmo affrettarci a recuperare secoli di arretratezza, ma solo di intraprendere una strada con decisione e sapendo dove si vuole arrivare (obbiettivi chiari per strategie giuste).
D'altra parte qualche punto di forza il vino di San Severo (il prodotto più caratteristico e quindi trainante) ce l'ha, come un buon rapporto qualità-prezzo. E gli Irlandesi, al pari degli Scozzesi, a questo particolare tengono molto.

26 ottobre 2006

Tramandare le tradizioni di SanSevero


- Preservation hall: un istituto dove si insegna alle giovani generazioni la cucina e le conserve tradizionali e, nei periodi giusti, le si fa (proposta nata in una scuola elementare perché un bambino si lamentava che non aveva visto mai fare la salsa o il vino…). Poiché sta scomparendo l’usanza di fare la salsa perché è troppo fastidioso farlo in casa, il comune potrebbe mettere a disposizione attrezzi e locali per semplificare le cose a chi vuole. Così per il vino e le conserve. Si può arrivare addirittura ad auto-finanziare l’iniziativa facendo un mercatino dei prodotti preparati.

Una proposta ai sanseveresi in sovrappeso (e non)

Quello che segue è un commento anonimo postato da Asse.

Sono un medico e constato quotidianamente quanti danni sta facendo la vita comoda e l'abbondanza sulla nostra salute. Si può dire che gran parte delle malattie che tratto (quindi gran parte del mio lavoro) sono dovute a sovrappeso e obbesità (dall'ipertensione, il diabete, "il colesterolo" alle lombalgie, malattie circolatorie...).
E' usuale in questi casi consigliare una dieta. Personalmente mi chiedo come si possono illudere persone che non sanno dire di no, giorno dopo giorno, a piccoli sacrifici (dolci, cioccolato, il bicchierino...), di riuscire a fare una dieta?
Sembra che in America le diete non siano più di moda e per dimagrire si tende a cambiare le abitudini di vita.
Allora propongo: perchè nella nostra bella San Severo non rispolveriamo le biciclette?